Villa Rampone si trova al fondo del piccolo paese di Roppolo, ai piedi della stupefacente linea retta della dorsale orientale della Serra d’Ivrea, affacciata sull’antico lago glaciale di Viverone, in un tratto di quella via Francigena che univa come un filo di collana i tanti conventi sorti fra le Alpi, la pianura vercellese, l’Appennino, giù giù sino a Roma.
L’edificio della villa, che probabilmente faceva parte del Monastero di Santa Margherita, voluto alla metà del XIII° secolo dai Guala Bicchieri, signori di Vercelli e castellani di Roppolo, è stato oggetto nel tempo di molteplici rifacimenti e ampliamenti sino ad assumere l’attuale aspetto, in parte antico e in parte decò, non infrequente nelle ville piemontesi e lombarde di ambiente lacustre. |
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Alla ristrutturazione settecentesca è da riferire la corte interna, cui si accede dal giardino esterno, attraversando un grande porticato, sovrastato da una corrispondente loggia aperta. La corte è scandita dall’elegante manica del chiostro, che si affaccia come un balcone al fronte del giardino interno e che termina nella cappella privata, dalle vecchie scuderie dalla caratteristica volta a botte, ora ristrutturate e ricoperte di oleandri e, infine, dall’antico refettorio, divenuto oggi l’imponente sala da pranzo della villa, impreziosita dalla volta affrescata, da una originalissima pavimentazione, da una elegante boiserie e da un grande camino in pietra, stemmato e riccamente decorato.Al centro il vecchio pozzo di pietra ricoperto di rose. E proprio questo spazio, al contempo ampio e raccolto, un vero e proprio hortus conclusus, |
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rappresenta il punto più suggestivo ed il cuore stesso della casa, l’ambiente esterno più accogliente destinato ai suoi ospiti.
Negli anni ’20, quando la villa era già di proprietà della famiglia Rampone, venne rifatta completamente la facciata esterna usando mattoni paramano e travertino, secondo il gusto decò dell’epoca: l’orgoglio borghese e la passione subalpina per l’opera compiuta sono perfettamente riassunti nel motto inciso sul marmo della facciata.
I proprietari hanno continuato nel tempo ad arricchire il corredo decorativo della villa: la nuova Meridiana inserita sulla facciata principale, ornata con tralci d’uva, e, verso il giardino interno, la bella riproduzione in azulejo dell’intera villa, della vigna e di tutti i suoi filari, realizzata dalla fabbrica Sant’Ana di Lisbona. |